Bonus Verde. Assoverde scrive a Conte

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Con lettera dell’8 maggio 2020, indirizzata al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte – e in conoscenza ai Ministri dell’economia e delle finanze, Roberto Gualtieri, delle politiche agricole, alimentari e forestali, Teresa Bellanova, e al Sottosegretario di Stato, Riccardo Fraccaro – Assoverde riporta l’attenzione sul “Bonus Verde”e sul carattere “strategico” che tale strumento può determinare nei processi di adattamento delle città, in risposta all’emergenza Covid-19, e, più in generale, verso gli obiettivi della “sostenibilità”, innestando virtuose sinergie tra pubblico e privato.

I vantaggi che un significativo rafforzamento di tale strumento determinerebbe riguardano non soltanto i privati che potranno realizzare interventi strutturali (tetti verdi, giardini pensili, riorganizzazione degli spazi condominiali, ecc.) all’interno delle rispettive proprietà, ma anche le Amministrazioni che, attraverso l’incentivazione e il coordinamento di tali interventi, potranno favorire i processi di decarbonizzazione, rinaturalizzazione, ricostruzione degli equilibri eco-sistemici e salvaguardia delle biodiversità all’interno delle città.

L’emergenza in atto può/deve essere occasione per ripensare gli spazi urbani e le forme del costruire – con interventi che da “provvisori” possano diventare “permanenti” – nel raggiungimento di obiettivi ambientali e di carattere sociale (qualità della vita, equità, inclusività, sostegno alle fragilità) a cui le nostre città devono tendere, ben oltre l’attuale emergenza.

Il sistema del verde, nelle sue diverse declinazioni –  per connettere  e valorizzare parti di città; come elemento compositivo, in fabbricati, condomini e abitazioni; per arredare e ridisegnare lo spazio pubblico; nell’imprescindibile connessione tra sport e natura; nel determinare il giusto equilibrio tra fruizione e salvaguardia dei territori – costituisce “risorsa strategica” – per riqualificare, salvaguardare, progettare, costruire, arredare, raccordare, integrare – rispetto alle molteplici funzioni ecologiche, ambientali, protettive, igienico-sanitarie, sociali e ricreative, culturali e didattiche, estetiche ed architettoniche che il verde svolge

In questa direzione si muovono le indicazioni della Commissione europea (COM 236/2019) che introducono il concetto di “città come eco-sistema” e le prime sperimentazioni, anche nel nostro Paese, di “tetti verdi”, “verde verticale”, “bioarchitettura”, nella prospettica di processi più diffusi di “forestazioni urbane”. Sono modelli orientati a sviluppare, nel senso più ampio, una “economia verde”, dove la qualità dell’ambiente assume valore economico, per dare spazio ad investimenti mirati a premiare i livelli di sostenibilità dei processi di produzione.

Accanto all’intervento pubblico, va incentivato quello dei privati, nella valorizzazione dei rilevanti benefici che le opere a verde determinano in termini climatici, ambientali, di regimentazione delle acque reflue e risparmio energetico, oltre ai valori estetici, di arredo e qualificazione degli spazi.

Il verde condominiale attrezzato – soprattutto nella fase di progressivo adattamento delle città all’attuale condizione emergenziale – oltre ai benefici direttamente connessi alle potenzialità del verde (riduzione delle temperature, miglioramento della qualità dell’aria, valorizzazione degli spazi, ecc.), determinerebbe importanti vantaggi, per rispondere alle esigenze di gioco dei più piccoli; rafforzare la rete di vicinato, a sostegno delle famiglie; come luogo di ritrovo degli adolescenti; ma anche degli adulti, in particolare degli anziani, con aree dove sostare, leggere il giornale, fare due chiacchiere in tranquillità.

La realizzazione di giardini pensili, tetti verdi, terrazze attrezzate, dovrebbe tra l’altro rientrare a pieno titolo tra gli interventi volti al risparmio energetico, in ragione delle specifiche funzioni – protettive, impermeabili, di riduzione delle temperature – che il verde svolge.

E’, dunque, rispetto al carattere “strategico” sopra rilevato e con tali orientamenti che il Bonus verde andrebbe rafforzato, ad espressione di una volontà politica allineata con gli scenari europei, volta a mettere in campo tutte le sinergie per contrastare la gravità dei fenomeni climatici ed ambientali, aumentare i livelli di qualità, salubrità, vivibilità delle aree urbane, oltre l’attuale condizione di emergenza.

Confidando, pertanto, nella volontà del Governo di intervenire su tale strumento, Assoverde chiede di:

  • equiparare gli interventi di opere a verde agli altri interventi edilizi per i quali la detrazione è stata portata al 110%.
  • portare il massimale di spesa ad almeno 30.000-50.000 euro per unità immobiliare, al fine di realizzare interventi di reale rilevanza rispetto alle finalità sopra indicate;
  • ridurre a 5 anni i tempi di ammortamento di tali spese, in modo da incentivare in maniera diffusa l’uso di tale strumento, in considerazione della rilevanza che ad esso va attribuita.


Leggi la lettera di Assoverde