Assoverde promuove la conoscenza e la capillare diffusione in Italia degli European Consulting Standards in Tree Work (ECoST). Lo Standard è attualmente in corso di traduzione in lingua italiana. La versione italiana sarà prossimamente disponibile per il download attraverso il sito dell’Associazione e le pagine di Assoverde
Gli European Arboricultural Standards (EAS) rappresentano un’importante iniziativa sviluppata a livello europeo per favorire la condivisione e l’armonizzazione delle conoscenze e delle buone pratiche nel campo dell’arboricoltura.
Il progetto nasce dalla necessità di superare la frammentazione che caratterizzava i diversi Paesi europei, nei quali riferimenti tecnici, terminologie e pratiche professionali si erano sviluppati secondo impostazioni e tradizioni nazionali differenti. Gli EAS hanno affrontato questa situazione attraverso un confronto strutturato tra esperti di diversi Paesi, mettendo in comune conoscenze ed esperienze con l’obiettivo di arrivare alla definizione di riferimenti tecnici condivisi a livello europeo.
Una precisazione è necessaria sul significato del termine «Standard». Nel contesto degli EAS, infatti, esso identifica un riferimento tecnico condiviso e non deve essere assimilato, sul piano giuridico, a una norma legislativa o a una disposizione tecnica cogente. Gli European Arboricultural Standards non introducono obblighi giuridici e non sostituiscono le normative vigenti nei singoli Paesi: costituiscono piuttosto un riferimento comune, elaborato attraverso il confronto e l’armonizzazione di conoscenze, esperienze, terminologie e pratiche professionali provenienti da diversi contesti nazionali.
L’iniziativa è stata sviluppata nell’ambito di un progetto finanziato dall’Unione europea, attraverso gruppi di lavoro composti da esperti provenienti da 11 Paesi europei. Il confronto è stato successivamente ampliato attraverso le attività di disseminazione, raccogliendo contributi e riscontri provenienti complessivamente da 22 Paesi europei.
Il carattere innovativo degli EAS risiede quindi soprattutto nel processo che ne ha portato alla realizzazione: non la semplice elaborazione di un manuale tecnico, ma la costruzione di un quadro comune nel quale ricondurre conoscenze, terminologie e pratiche maturate in contesti nazionali differenti. In questo senso, gli EAS costituiscono un riferimento europeo costruito attraverso il confronto, destinato a evolvere insieme alle conoscenze e alle esperienze professionali.
Il progetto ha inoltre superato i confini europei. Gli Standard sono stati tradotti in più di 30 lingue e la loro diffusione ha progressivamente assunto una dimensione internazionale. Questo sviluppo testimonia l’interesse suscitato dall’iniziativa e la possibilità di utilizzare gli EAS come riferimento comune anche al di fuori dei Paesi nei quali sono stati originariamente elaborati.
Gli European Arboricultural Standards sono articolati in due principali gruppi:
- Technical Standards in Tree Work (TeST) inerenti alle attività operative sugli alberi quali potatura, piantagione e sistemi di consolidamento
- European Consulting Standards in Tree Work (ECoST) dedicati alla consulenza arboricolturale.
Nell’ambito degli ECoST rientrano tre Standard dedicati rispettivamente alla valutazione fitostatica degli alberi, alla valutazione economica e alla protezione e salvaguardia degli alberi.
Il passaggio dai TeST agli ECoST è particolarmente significativo. I primi riguardano prevalentemente i criteri secondo cui determinate operazioni sugli alberi possono essere impostate ed eseguite; gli ECoST riguardano invece attività nelle quali l’osservazione, la conoscenza, l’analisi e l’interpretazione delle condizioni dell’albero costituiscono il presupposto per assumere decisioni tecniche, gestionali, progettuali ed economiche. Il termine «Consulting» è quindi centrale: gli ECoST non sono semplicemente ulteriori manuali tecnici per chi opera sugli alberi, ma riferimenti per attività di consulenza nelle quali la qualità delle informazioni raccolte e la loro corretta interpretazione possono incidere sulle decisioni riguardanti la conservazione, la gestione, la progettazione e la tutela del patrimonio arboreo.
La loro rilevanza non riguarda quindi soltanto gli specialisti dell’arboricoltura. Gli alberi sono sempre più frequentemente coinvolti in processi decisionali che interessano amministrazioni pubbliche, progettisti, imprese, gestori del verde e committenti. Disporre di riferimenti tecnici comuni può facilitare il dialogo tra queste diverse competenze e contribuire a una maggiore qualità e coerenza delle decisioni che riguardano il patrimonio arboreo.
In questo percorso europeo l’Italia non è soltanto un Paese destinatario degli Standard. La partecipazione italiana al progetto è rappresentata da Giovanni Poletti, Dottore Agronomo, coinvolto nel percorso EAS/ECoST e tuttora impegnato nel processo di revisione degli Standard. La sua partecipazione porta nel confronto europeo anche le specificità tecniche e professionali del nostro Paese.
È in questo contesto che si inserisce l’iniziativa promossa da Assoverde, finalizzata a favorire la conoscenza e la diffusione in Italia degli European Consulting Standards in Tree Work e a renderne più accessibili contenuti, impostazione e potenzialità a tutti coloro che, a diverso titolo, intervengono nella gestione, nella progettazione e nella tutela del patrimonio arboreo.

European Tree Assessment Standard
Valutazione fitostatica degli alberi
La valutazione fitostatica degli alberi rappresenta uno degli ambiti più complessi della consulenza arboricolturale, perché richiede di mettere in relazione le caratteristiche dell’albero, le sue condizioni fisiologiche e strutturali, le eventuali alterazioni e anomalie, il contesto nel quale è inserito e le possibili conseguenze associate alle sue condizioni.
Lo European Tree Assessment Standard affronta questa attività proponendo un riferimento comune per il processo di valutazione, attraverso procedure e criteri destinati a supportare il professionista nella raccolta e nell’interpretazione delle informazioni necessarie alla formulazione del giudizio. La valutazione non coincide quindi con la semplice individuazione di un difetto, ma costituisce un processo nel quale l’osservazione dell’albero rappresenta il punto di partenza e nel quale, in funzione delle caratteristiche del caso e delle anomalie riscontrate, possono rendersi necessari ulteriori approfondimenti diagnostici.
Un elemento particolarmente importante riguarda proprio il rapporto tra osservazione e diagnostica. L’eventuale ricorso ad approfondimenti strumentali non costituisce automaticamente un livello superiore della valutazione, ma rappresenta una scelta conseguente alle informazioni acquisite e alle ulteriori conoscenze che si ritiene necessario ottenere. L’approfondimento deve quindi essere determinato dalle caratteristiche del singolo caso e dal giudizio del professionista.
È proprio su questi aspetti che il contesto italiano assume una particolare rilevanza. L’Annex italiano si distingue infatti nettamente, per ampiezza e contenuti, dagli Allegati predisposti per gli altri due ECoST. La ragione è da ricercare nella particolare complessità che la valutazione fitostatica degli alberi assume in Italia, dove gli aspetti tecnici si intrecciano con quelli relativi alle competenze professionali, all’abilitazione, alla responsabilità e al quadro normativo nel quale l’attività viene esercitata. L’Annex stesso definisce questa materia «estremamente complessa» e la colloca nell’ambito di un dibattito tuttora in evoluzione.
La redazione dell’Annex nazionale ha quindi richiesto un approfondimento volto a mettere in relazione lo Standard europeo con le specificità del contesto nazionale. L’Annex raccoglie infatti gli elementi tecnici, professionali e normativi che caratterizzano il modo in cui la materia viene affrontata in Italia e che devono essere considerati nell’applicazione del riferimento europeo. Particolare attenzione è stata dedicata all’unitarietà del processo valutativo e al rapporto tra valutazione, eventuali approfondimenti diagnostici e giudizio professionale. In questa prospettiva, l’utilizzo di strumenti diagnostici non determina di per sé una diversa categoria professionale della valutazione, ma costituisce uno degli strumenti che possono essere utilizzati quando il caso lo richiede.
L’attività valutativa comprende inoltre diverse componenti strettamente connesse tra loro: l’Annex richiama espressamente la diagnostica, la prognostica, la prescrizione degli interventi e la loro applicazione. La conoscenza acquisita sull’albero deve quindi poter essere interpretata e tradotta in indicazioni coerenti con le condizioni rilevate e con gli obiettivi di conservazione e sicurezza.
Questa impostazione evidenzia un principio fondamentale: la valutazione fitostatica non può essere ridotta a una procedura automatica, né la sua qualità può essere identificata semplicemente con la quantità o la sofisticazione degli strumenti utilizzati. La competenza del valutatore rimane centrale nel determinare quali informazioni siano necessarie, come debbano essere acquisite e soprattutto come debbano essere interpretate.
Nel caso italiano, il tema assume un’ulteriore dimensione per il rapporto tra competenza tecnica e ordinamento professionale. L’Annex nazionale affronta infatti anche il problema della responsabilità associata alle valutazioni e richiama il sistema delle competenze professionali e degli albi, evidenziando la necessità di confrontare il riferimento tecnico europeo con il quadro nel quale il professionista opera.
L’esperienza italiana costituisce sotto questo profilo un esempio particolarmente significativo di ciò che significa adattare uno Standard europeo a un contesto nazionale. Il riferimento comune elaborato a livello europeo non viene semplicemente recepito, ma viene posto in relazione con le specificità tecniche, professionali e normative del Paese. L’Annex nazionale diventa così parte integrante del processo di confronto tra il modello europeo e la realtà professionale italiana.
Lo European Tree Assessment Standard si presenta pertanto, nella sua applicazione alla realtà italiana, non come un semplice manuale per la valutazione degli alberi, ma come un riferimento per una materia nella quale osservazione, diagnosi, interpretazione, prescrizione e responsabilità professionale sono strettamente interconnesse. La qualità della valutazione fitostatica costituisce infatti il presupposto per decisioni che possono incidere sulla conservazione degli alberi, sulla loro gestione e sulla sicurezza delle persone e dei beni.

European Tree Valuation Standard
Valutazione economica degli alberi
Il valore di un albero non è riconducibile alla sola presenza di una pianta in un determinato luogo. Un albero può rappresentare un elemento del patrimonio pubblico o privato, avere un ruolo paesaggistico, ambientale e ornamentale e possedere caratteristiche tali da rendere significativa la sua perdita o il suo danneggiamento. La sua valutazione economica richiede quindi criteri che consentano di attribuire un valore coerente con le caratteristiche dell’esemplare e con il contesto nel quale esso si trova.
Lo European Tree Valuation Standard nasce con l’obiettivo di fornire un riferimento comune per la valutazione economica degli alberi, in una materia nella quale nei diversi Paesi si sono sviluppati metodi, criteri e prassi differenti. La possibilità di disporre di un quadro metodologico condiviso può contribuire a rendere maggiormente confrontabili valutazioni effettuate in situazioni e contesti differenti, senza per questo attribuire necessariamente il medesimo valore ad alberi analoghi.
La valutazione economica non deve infatti essere confusa con la semplice determinazione del prezzo di un albero. Si tratta piuttosto di un’attività estimativa nella quale il valore attribuito deve tenere conto delle caratteristiche dell’esemplare, delle sue condizioni, della sua collocazione e della funzione che esso svolge nel contesto considerato. L’albero non viene quindi considerato esclusivamente come un bene materiale, ma come un elemento inserito in un determinato contesto, al quale possono essere riconosciute differenti funzioni e caratteristiche.
Anche in questo caso assume particolare importanza il rapporto tra riferimento europeo e realtà nazionale. L’Annex italiano allo Standard riconduce infatti la valutazione economica degli alberi alla disciplina dell’Estimo, collocandola nell’ambito delle metodologie valutative proprie della tradizione professionale italiana. La valutazione deve essere effettuata attraverso tecniche estimative adeguate al caso concreto e tenendo conto del contesto nel quale l’albero è inserito.
La redazione dell’Annex nazionale assume quindi un significato specifico nel rapporto tra lo Standard europeo e il contesto nazionale. L’Annex rappresenta infatti il punto di raccordo tra il riferimento tecnico comune e il linguaggio, le metodologie e il quadro professionale propri del Paese nel quale lo Standard viene utilizzato. Nel caso italiano, questo raccordo consente di mettere in relazione l’impostazione europea con la disciplina estimativa nazionale, mantenendo al tempo stesso la funzione di confronto e armonizzazione propria dello Standard.
La questione assume rilievo in numerose situazioni concrete: dalla quantificazione del danno conseguente alla perdita o al danneggiamento di un albero alla gestione del patrimonio arboreo pubblico e privato, fino alle controversie, alla pianificazione urbanistica e agli interventi che possono determinare interferenze o perdite di valore del patrimonio arboreo. La valutazione economica può inoltre fornire un elemento utile nelle decisioni relative alla conservazione degli alberi e nella documentazione del valore associato a un patrimonio arboreo esistente.
In queste situazioni, il valore economico può rendere esplicita una componente che altrimenti rischierebbe di rimanere implicita: la perdita di un albero non rappresenta necessariamente soltanto la sostituzione di un bene fisico, ma può comportare la perdita di caratteristiche e funzioni maturate nel corso del tempo. La valutazione consente di tradurre tali caratteristiche in un riferimento economico, secondo criteri coerenti con la finalità della stima.
L’utilità di uno Standard europeo risiede quindi anche nella possibilità di disporre di un linguaggio e di un quadro metodologico comuni in una materia che può coinvolgere proprietari, amministrazioni pubbliche, progettisti, imprese, gestori del verde, consulenti e soggetti chiamati a determinare o contestare un valore economico. Un riferimento condiviso può facilitare il confronto tra soggetti con competenze e interessi differenti e rendere più trasparente il percorso attraverso il quale viene formulata una determinata valutazione.
Nel contesto italiano, questo rapporto tra riferimento europeo e specificità della disciplina estimativa costituisce uno degli elementi caratterizzanti dell’applicazione dello Standard: un riferimento comune non viene semplicemente trasferito da un Paese all’altro, ma deve poter dialogare con differenti tradizioni tecniche e professionali. Questo rapporto tra dimensione europea e specificità nazionale rappresenta uno degli elementi caratterizzanti del progetto ECoST: un riferimento comune non viene semplicemente trasferito da un Paese all’altro, ma deve poter dialogare con differenti tradizioni tecniche e professionali.
Lo European Tree Valuation Standard rappresenta pertanto uno strumento di confronto e di armonizzazione metodologica: non stabilisce un valore universale dell’albero, ma offre un riferimento comune per affrontare in modo più coerente e trasparente una valutazione che, per sua natura, deve sempre essere rapportata all’esemplare, al contesto e alla finalità della stima. In questa prospettiva, lo Standard contribuisce a rendere più leggibili e confrontabili le valutazioni relative alla perdita, al danneggiamento o alla gestione del patrimonio arboreo.

European Tree Protection Standard
Protezione e salvaguardia degli alberi
La protezione degli alberi nei cantieri rappresenta un ambito nel quale arboricoltura, progettazione e attività edilizia devono necessariamente confrontarsi. La presenza di alberi all’interno o in prossimità di un’area interessata da lavori può infatti determinare interferenze significative con le opere previste e, allo stesso tempo, le attività di cantiere possono compromettere in modo anche grave la conservazione degli alberi esistenti.
Lo European Tree Protection Standard nasce con l’obiettivo di fornire un riferimento tecnico comune per affrontare queste situazioni, promuovendo un approccio alla protezione degli alberi che non si limiti alla fase esecutiva, ma che consideri la presenza del patrimonio arboreo già nelle fasi di progettazione e pianificazione dell’intervento.
Il campo di applicazione non riguarda tuttavia esclusivamente i cantieri edili. Le stesse problematiche possono infatti presentarsi ogni volta che si organizzano attività temporanee o permanenti in aree alberate o in prossimità degli alberi. Un parco, un giardino pubblico o un’area verde possono ad esempio ospitare concerti, manifestazioni, spettacoli, eventi sportivi o altre iniziative che comportano l’afflusso di persone, l’installazione di strutture, il transito o la sosta di veicoli e mezzi operativi, l’occupazione temporanea del terreno e alterazioni delle condizioni nelle quali gli alberi si trovano. L’Annex italiano richiama infatti espressamente, accanto ai cantieri edili, anche gli eventi all’aperto.
La protezione efficace di un albero richiede innanzitutto di conoscerne le caratteristiche e di individuare le parti maggiormente esposte alle possibili interferenze. Apparato radicale, colletto, tronco e chioma possono essere interessati in modo diverso dalle lavorazioni o dalle attività e richiedono quindi misure di tutela adeguate alle caratteristiche dell’esemplare e alle specifiche condizioni operative.
Un aspetto particolarmente importante è rappresentato dalla protezione dell’apparato radicale. Gli scavi, le modificazioni del terreno, la compattazione provocata dal passaggio e dallo stazionamento dei mezzi, il deposito di materiali e le variazioni delle condizioni del suolo possono compromettere la funzionalità dell’apparato radicale anche senza produrre danni immediatamente visibili. Analogamente, urti, movimentazioni, lavorazioni in quota e interferenze con la chioma possono provocare lesioni che possono avere conseguenze successive sulla vitalità e sulla stabilità dell’albero.
La protezione non può quindi essere ridotta alla semplice installazione di una recinzione attorno al tronco. Occorre individuare preventivamente le aree da proteggere, stabilire le modalità di accesso e di operatività e definire le misure necessarie affinché le lavorazioni e le attività previste non compromettano le condizioni dell’albero. In questo senso, la tutela del patrimonio arboreo deve diventare una componente effettiva della progettazione e dell’organizzazione dell’intervento.
Anche in Italia questo tema assume una particolare complessità, perché la tutela degli alberi nei cantieri e durante le altre attività che si svolgono in aree alberate o in prossimità degli alberi è disciplinata da un insieme articolato di disposizioni nazionali, regionali e comunali. L’Annex nazionale evidenzia infatti come il quadro normativo sia molto differenziato e in continua evoluzione, soprattutto a livello regionale e locale.
A seconda del contesto possono entrare in gioco disposizioni relative alla tutela paesaggistica e agli alberi monumentali, alla protezione e valorizzazione del verde urbano, alla sicurezza delle attività di cantiere e alla tutela del patrimonio naturale. A queste si aggiungono le specifiche disposizioni regionali e i regolamenti comunali, che possono stabilire ulteriori prescrizioni riguardanti le distanze dagli alberi, la protezione delle radici e della chioma, le recinzioni, le sanzioni per i danneggiamenti e gli eventuali obblighi di indennizzo o reimpianto.
Questa articolazione rende evidente perché la protezione degli alberi non possa essere affrontata esclusivamente come una questione operativa. Prima ancora di stabilire come proteggere un albero durante i lavori o durante lo svolgimento di un’attività, è necessario comprendere quali siano le condizioni dell’esemplare, quali siano le interferenze previste, quali disposizioni siano applicabili e quali conseguenze possano derivare da una sua alterazione o dal suo danneggiamento.
Accanto alle disposizioni cogenti assumono inoltre un ruolo importante le buone pratiche tecniche. L’Annex distingue infatti le prescrizioni normative dai documenti tecnici che, pur non avendo natura legislativa, possono essere utilizzati nella redazione di progetti, capitolati e indicazioni operative.
È proprio nel rapporto tra questi diversi livelli che uno Standard europeo può svolgere una funzione significativa. Un riferimento comune può contribuire a mettere in relazione il linguaggio dell’arboricoltura con quello della progettazione e dell’organizzazione delle attività, favorendo una maggiore chiarezza nella definizione delle misure di tutela e delle responsabilità operative.
La protezione degli alberi deve inoltre essere considerata lungo l’intero ciclo dell’intervento. Le condizioni dell’albero possono essere verificate prima dell’inizio dei lavori o dello svolgimento dell’attività, monitorate durante l’esecuzione e nuovamente valutate al termine delle attività. Questa impostazione consente di documentare le condizioni iniziali, verificare il rispetto delle misure di protezione e individuare eventuali alterazioni riconducibili alle attività svolte. In diversi regolamenti comunali è inoltre prevista la valutazione fitostatica degli alberi prima e dopo i lavori, a conferma dell’importanza di verificare e documentare le condizioni degli esemplari lungo l’intero ciclo dell’intervento.
Lo European Tree Protection Standard si colloca quindi in un punto di incontro tra arboricoltura, progettazione e gestione delle attività che si svolgono in presenza di alberi. La sua applicazione richiede di considerare l’albero non come un elemento estraneo al progetto o all’attività, da proteggere soltanto una volta aperto il cantiere o avviata l’attività, ma come una componente del patrimonio esistente che deve essere conosciuta, valutata e presa in considerazione già nelle decisioni progettuali e organizzative.
In questa prospettiva, la protezione degli alberi diventa parte integrante della qualità dell’intervento: progettare e organizzare le attività tenendo conto degli alberi esistenti significa ridurre le interferenze, prevenire danni difficilmente reversibili e creare le condizioni affinché il patrimonio arboreo possa continuare a svolgere nel tempo le proprie funzioni ambientali, paesaggistiche e sociali.